Toscana
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Siena magie della terra toscana - 5.0 out of 5 based on 1 vote

 

Panorama di Siena

Sia che la si raggiunga scendendo dalle verdi colline del Chianti, sia che si arrivi da sud, attraverso il paesaggio “lunare” delle Crete, che dal grigio degradano dolcemente verso il marrone, lasciando presagire il giallo bruciato della Maremma, Siena si palesa come un glissando rosso-mattone omogeneo, robusto e compatto, che si arrampica lungo i colli.

 

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È il mantello di cotto che ricopre uniformemente tutti i tetti della città (tutelato da un’apposita legge comunale) che da lontano dà l’impressione di trovarsi di fronte ad una fortezza fiera e inespugnabile. La fierezza è infatti il carattere che da sempre contraddistingue la storia di una città ricca, colta e battagliera, e che ritroviamo ancor oggi nei suoi orgogliosi abitanti. Una fierezza che si incontra ad ogni angolo delle tortuose vie del centro, che si snodano lungo valli e pendii intorno alla nobile piazza del Campo, vero cuore pulsante della città. La piazza a forma di “conchiglia”, famosa in tutto il mondo non solo per il celebre Palio che vi si corre due volte l’anno (2 luglio e 16 agosto), si estende lungo un pendio che, ben lungi dal rappresentare un “difetto”, esalta la determinazione e la capacità dei senesi di piegare “l’aspra natura” alla propria volontà e al proprio gusto architettonico. Ma l’austerità degli edifici è una caratteristica dell’intera città, che brulica letteralmente di antichi palazzi nobiliari,testimonianze di un passato di accese lotte per la supremazia politica e di aspre contese tra i vari casati cittadini: Tolomei, Salimbeni, Chigi-Saracini, Sansedoni, il Palazzo Arcivescovile e il Palazzo del Capitano, tutti edificati tra il XII e il XV secolo. Sono le indelebili tracce di un campanilismo che è componente fondamentale dell’anima senese, e che sta alla base della fiera sopravvivenza dell’identità contradaiola e dello speciale legame col territorio, che ogni senese, nonostante il forte afflusso turistico, sente davvero suo, come avviene in poche altre città italiane. Ma Siena è anche la città di Santa Caterina, patrona d’Italia, e la sua devozione si manifesta nelle sue bellissime chiese, a partire dal Duomo dalla pregevole facciata gotica (realizzata da Giovanni Pisano e Giovanni di Cecco), un vero scrigno di tesori, su tutti le tarsie marmoree del Beccafumi, e dall’attiguo Battistero; senza però dimenticare le chiese di S. Domenico, S. Francesco, S. Maria del Carmine e S. Maria degli Angeli, gioielli gotici e rinascimentali che, come le numerose fontane storiche, danno ulteriore lustro ad una delle città italiane più belle e amorevolmente salvaguardate.

Casentino: La valle più bella della Toscana - 2.0 out of 5 based on 1 vote

 

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Il Casentino è la prima valle dell'Arno, dove Dante con la sua poesia , riuscì a cogliere gli aspetti paesaggistici, storici e culturali più profondi ed affascinanti.

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L'imponente bellezza delle montagne che chiudono la vallata, spesso boscose, folte di abeti, di faggi e di castagni, precedute da colli armoniosi e da verdi piani ubertosi; il ricordo di luoghi venerati come la cupa montagna di Camaldoli, prescelta dal ravennate S. Romualdo per fondarvi l'ordine dei suoi eremiti, o il "crudo sasso" della Verna, in cui S. Francesco ricevette il sigillo delle stimmate; la menzione di eventi storici come la battaglia di Campaldino, e di personaggi più o meno legati al Casentino: tutto ciò è presente in Dante che ha saputo introdurci nel cuore della regione, come nessuno scrittore meglio avrebbe potuto, grazie all'insuperabile forza evocatrice della sua poesia. 

Abitato dagli Etruschi e quindi dai Romani, durante il lungo periodo medioevale, il Casentino accentra la sua vita intorno ai numerosi castelli che restano più o meno conservati o hanno lasciato i loro nomi ai rispettivi luoghi. Sorgono quindi le abbazie, un po' dovunque nei recessi ombrosi, di semplice, austero stile romanico; sorgono le pievi di struttura più complessa con la robusta decorazione plastica dei capitelli.

 E quando il Medioevo si avvia al suo tramonto, e le lotte tra le frazioni finiscono col predominio di Firenze, questa città unisce nel 1440 il Casentino al suo territorio, distruggendo la plurisecolare signoria dei conti Guidi.

Oggi la ragione geografica ha avuto per il Casentino il suo naturale sopravvento. Poiché questa prima valle dell'Arno sbocca sulla vasta pianura aretina, essa appartiene alla provincia di Arezzo e ne costituisce una parte di grande rilievo per quanto riguarda l'ordine economico, sociale e culturale.

Se avete bisogno di una alloggio per visitare il Casentino e la splendida Toscana vi invito a visitare il sito di Villa Caterina, una villa in Toscana con piscina privata che viene affittata per le vacanze

Ho provato a descrivere in poche parole la valle del Casentino, e spero di aver suscitato a qualcuno la voglia di voler visitare questa splendida ed interessante regione, compresa nella più vasta regione Toscana.

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