Toscana
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Firenze e la Sindrome di Stendhal: tutto quel che bisogna sapere - 5.0 out of 5 based on 1 vote

1280px-Regione Via San GalloAbbiamo studiato il viaggio a Firenze nei minimi dettagli.

Bagagli, guide, prenotazioni per evitare le code nei principali musei. Ma mentre per le destinazioni esotiche siamo soliti controllare anche la lista delle malattie di viaggio, per visitare una città d’arte non si pensa certo di averne bisogno.

Eppure proprio a Firenze, per la prima volta, è stato diagnosticato l’unico disturbo per cui non esiste un vaccino efficace: la Sindrome di Stendhal.

Ero giunto a quel livello di emozione dove si incontrano le sensazioni celesti date dalle arti ed i sentimenti appassionati. Uscendo da Santa Croce, ebbi un battito del cuore, la vita per me si era inaridita, camminavo temendo di cadere.” Era il 1817 e lo scrittore francese Stendhal descriveva così le forti emozioni che lo avevano assalito durante la visita alla Basilica costringendolo a cercare l’uscita.

Bisognerà però aspettare il 1979 perchè questa affezione venga riconosciuta come una vera e propria patologia con la pubblicazione dello studio “La sindrome di Stendhal. Il malessere del viaggiatore di fronte alla grandezza dell’arte”.

L’autrice e psichiatra, Graziella Margherini, descrisse nel libro più di cento casi di turisti giunti all’ospedale di Santa Maria Nuova in preda a vertigini, tachicardia, disorientamento dopo aver visitato i vicini Uffizi. È recente il caso di un turista spagnolo che si è completamente denudato di fronte all’estrema bellezza della Venere di Botticelli .

Il malessere è transitorio e i sintomi scompaiono completamente in pochissimo tempo, ma perchè proprio a Firenze si manifestano con maggior frequenza?

Alla scoperte delle fortezze militari di Poggibonsi - 4.8 out of 5 based on 4 votes

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1280px-Cassero poggibPoggibonsi non è quell che si dice una destinazione turistica eppure, come i veri viaggiatori sanno, è proprio nel cono d’ombra dei luoghi più affollati e più acclamati nelle guide che si possono scoprire quelle sfumature capaci di parlarci davvero di una terra.

A Poggibonsi, a metà strada tra Firenze e Siena, a dieci minuti dalla ben più famosa San Gimignano e a meno di venti da Castellina in Chianti si può sperimentare la Toscana vera, quella che non conosce negozi di gadgets e ristoranti con ‘Macheroni à la Bolognese’ nel menu, ma solo i tipici, robusti sapori della tradizione toscana.

La sua posizione strategica nel conflitto che oppose a lungo Firenze a Siena ha coperto i dintorni di Poggibonsi di castelli e costruzioni fortificate che ancora oggi dall’alto delle colline osservano il visitatore che alla velocità della Superstrada abbia preferito le dolci curve della Cassia antica.

Il Castello della Magione, sede dei Cavalieri Templari e il Castello dei Franzesi nella frazione di Staggia Senese ne sono un esempio di perfetta conservazione e sono visitabili.

Tra la fine del ‘400 e l’inizio del ‘500 l’architettura militare deve fare i conti con una nuova importante scoperta destinata cambiare radicalmente gli assetti difensivi: contro l’introduzione delle armi da fuoco le fortezze dovevano essere completamente ripensate senza i camminamenti militari.

Per difendere il territorio Lorenzo Il Magnifico ordinò allora la costruzione di un’imponente edificazione cinta da una corona muraria che potesse contenere al suo interno una vera e propria cittadella.

Di questo ambizioso progetto furono edificate solo le mura a pianta pentagonale con i bastioni sporgenti e il Cassero Mediceo destinato ad ospitare le milizie.

1280px-Esteso Absidi Pieve S DonatoLe colline del Chianti sono tutto un susseguirsi di meravigliosi paesaggi caratterizzati da boschi, vigneti e uliveti. Molto amata dai turisti stranieri, in particolare da quelli anglosassoni, l’area del Chianti è celebre, oltre che per la bellezza dei paesaggi, anche per la produzione del rinomato vino Chianti, un vino rosso DOCG tra più apprezzati e conosciuti al mondo. L’ideale per godere appieno della magica atmosfera di queste terre è soggiornare in uno dei confortevoli e caratteristici bed and breakfast Chianti. L’itinerario vi porta alla scoperta del Chianti Fiorentino e parte da San Donato in Poggio per poi arrivare ad Impruneta.

Piccolo borgo medievale ancora poco conosciuto dai turisti, San Donato in Poggio è circondato da vigneti, uliveti, casali e cantine. Il paese, che conserva ancora parte della sua cinta muraria, presenta nel suo territorio notevoli testimonianze due-trecentesche come il maestoso Palazzo Malaspina e il medievale Palazzo Pretorio. L'itinerario prosegue con Barberino Val d'Elsa, altro suggestivo borgo medievale dalle origini antiche, da dove è possibile godere di uno straordinario panorama sulla Val d’Elsa. Tra le principali attrazioni di Barberino vanno segnalate: la Pieve di Sant'Appiano, uno degli edifici più significativi della Val d'Elsa dal punto di vista storico e religioso; e il Castello della Paneretta, dove attualmente è ospitata una delle aziende più importanti della zona. Altra splendida località del Chianti Fiorentino è Greve in Chianti, piccola e pittoresca cittadina posizionata sulla via Chiantigiana, dove è possibile tra l’altro visitare: il Museo d'arte sacra di San Francesco, allestito nei locali dell’ex convento di San Francesco; il Museo del Vino, che racconta una storia centenaria; e l'antica Pieve di San Cresci a Montefioralle. L’itinerario si conclude a Impruneta, un suggestivo paese conosciuto sopratutto per la produzione del cosiddetto cotto di Impruneta, terracotta prodotta in questa zona sin dal XIV secolo.

Un'escursione nella Riserva Naturale Valle dell'Inferno e Bandella in Toscana - 2.0 out of 5 based on 2 votes

La Riserva Naturale Valle dell'Inferno e Bandella in Toscana è un'area naturale protetta che si estende nella provincia di Arezzo, nel popoloso territorio del Valdarno Superiore.

Per la precisione, quest'oasi naturalistica si sviluppa lungo le sponde dell'Arno e si concretizza in un ecosistema ricco di flora e di fauna che vale la pena scoprire e conoscere dal vivo per staccarsi dai soliti paesaggi urbani per immergersi nel vivo di una natura pura e incontaminata.

Trascorrere alcune ore o fare una bella escursione in quest'incantevole "polmoncino verde" può essere anche una bella idea da mettere in pratica per fare delle splendide fotografie naturalistiche o per passare momenti di svago se si stanno facendo delle vacanze in Toscana presso il Casale Poggio alle Fonti che sorge nelle immediate vicinanze della riserva.

Sicuramente, l'Oasi di Bandella è un vero e proprio per gli appassionati di bird watching considerato che in questa zona pullulano volatili quali germani reali, fagiani, anatre, gallinelle d'acqua, garzette, aironi, martin pescatori e rapaci quali il falco di palude.

Attraversando i sentieri che si dipanano nella verde e lussureggiante vegetazione del posto invece è possibile ammirare, scorgere e avvistare, con un pò di attenzione, esperienza e/o fortuna,  animali quali istrici, caprioli, lepri e altre specie selvatiche.

Considerato che la riserva si sviluppa sul letto del fiume Arno, alcuni scorci dell'oasi possono ricordare per istinto alcuni panorami della Florida, magari quegli inseguimenti con il gommone sul fiume che si vedevano nel telefilm Anni '80 "Miami Vice".

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