Liguria
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francigenanews-18Pietrasanta, chiamata anche la Piccola Atene, per la sua lunga tradizione di arte ed artisti, i quali soggiornano nelle varie strutture della zona per realizzare le loro opere in marmo di Carrara o in bronzo forgiato nelle famose fonderie d'arte. 

Uscendo dal centro storico,ci incamminiamo verso la Marina che dista circa tre chilometri seguendo una bellissima pista ciclabile ombreggiata da una sapiente vegetazione. Alla fine del viale alberato veniamo accecati da i raggi del sole che rispecchiano su le onde del mare, siamo sulle famose spiagge della Versilia a Marina di Pietrasanta. 

In Inverno le spiagge sono deserte,ma con un fascino ed una pace indescrivibile,solo vivendole in un week end spensierato approfittando delle numerose offerte di soggiorno , si può apprezzare questo spettacolo che spezza la monotonia della stagione fredda.

La magica foresta di Berignone - 5.0 out of 5 based on 1 vote

foresta-di-berignoneLa Toscana è talmente ricca di bellezze naturali che alcune di esse, forse le più preziose, restano sconosciute ai più. Tra queste è senz’altro annoverabile la ‘magica’ foresta del Berignone: dal 1995 l’intricato complesso boschivo è stato istituito quale Zona protetta dalla Regione Toscana. Ben 2170 ettari di territorio della Val Di Cecina sono occupati da questa foresta immensa. Grande fonte di legname in antichità, la foresta è stata storicamente importante anche per l’estrazione del sale: dalle moie, conche naturali in cui si formavano pozze di acqua salmastra, veniva prelevata la salamoia e fatta poi evaporare mediante l’utilizzo di caldaie alimentate dalla legna proveniente dai boschi del Berignone.
La formazione dei minerali che costituiscono la struttura del Berignone, ovvero rocce sedimentarie, conglomerati, marne, argille frutto di antichi depositi lacustri, risale al miocene superiore, databile quindi tra i 7 e i 9 milioni di anni fa.
Numerosi sono i corsi d’acqua che attraversano la foresta: il fiume Cecina, i torrenti Fosci, Sellate, Botro del Rio e moltissimi altri piccoli ruscelli che caratterizzano la foresta costituendo angoli di suggestiva bellezza.
La natura selvaggia ed intricata del bosco, qui la fa da padrona: moltissime sono le varietà vegetali che popolano la foresta: corbezzoli, filliree, lecci, lentischi, ginepri, mirti, viburni, eriche sono diffusissime, ma si trovano anche querce, cerri e roveri. Salendo in collina, sui crinali più elevati, si possono trovare aceri campestri, carpini neri e ornielli. Accanto alle piante di alto fusto, anche la vegetazione erbacea offre grande varietà: ranuncoli, bucaneve, primule, cisti, ellebori, viole, rose canine e numerosi tipi di orchidee.

La tradizione dei tabernacoli a Firenze affonda le proprie radici fin dal duecento, in quell'epoca si diffusero in modo capillare immagini sacre in molti luoghi di Firenze.
I tabernacoli a Firenze furono realizzati per dare protezione sia contro le eresie sia contro le sciagure di quell'epoca come la peste nera o gli eventi delittuosi che si susseguivano a causa delle dispute che erano solite accadere.
Queste raffigurazioni artistiche di immagini sacre erano molto importanti non solo per i fiorentini ma anche per chiunque capitasse in città per le più disparate motivazioni, in quell'epoca la preghiera era considerata uno dei rimedi più efficaci per superare i momenti difficili.
Con l'avvento del Rinascimento i tabernacoli a Firenze aumentarono notevolmente grazie alla nascita delle botteghe formate da grandi artisti come Luca della Robbia e Donatello.
Questi artisti realizzarono tabernacoli sempre più elaborati da un punto di vista artistico, che venivano commissionati da facoltose corporazioni civili o religiose desiderose di mostrare alla popolazione il proprio potere sociale ed economico.
La realizzazione dei tabernacoli a Firenze come in altri luoghi di italia era molto gradita dalla popolazione, commissionare tali opere d'arte era uno dei modi più diretti di guadagnare il consenso delle persone che si sentivano rassicurate dalla loro presenza.
Ancora oggi i tabernacoli a Firenze sono presenti per le strade e le piazze della città, molti di questi sono stati oggetti di attenti interventi di restauro che hanno riportato tali opere d'arte al loro originale splendore.
Tra gli ultimi tabernacoli restaurati  Firenze ci sono una raffigurazione della Madonna in Trono con Bambino accompagnata da quattro Santi e dalle immagini dei due donatori, questa importante opera d'arte sacra risiede in Piazza del Carmine nel quartiere dell'Oltrarno.

Isola del Giglio veduta aereaLe spiagge dell’Isola del Giglio e i numerosi paesi e borghi presenti sul territorio maremmano, sono tra le attrazioni più interessanti per chi desidera visitare questo territorio ricco di sorprese. Un gita nella Maremma Toscana è probabilmente il miglior modo per trascorrere un paio di giorni di assoluto relax, godendo di panorami mozzafiato che dalle bellezze naturali del paesaggio strizzano l'occhio a colline, campagne e vaste zone archeologiche.

La Maremma è una zona particolarmente ricca di sorprese, capace di attirare turisti da tutto il mondo, motivati dalle più svariate esigenze.

Si tratta di luoghi dal forte impatto storico, caratterizzati da borghi medievali ancora intatti che si sposano con paesaggi rurali ancorati ad un passato sempre vivo.

Senza considerare il potenziale balneare che, grazie alla vicinanza con l'Argentario e le principali località marittime della zona, fanno della Maremma una delle mete primaverili ed estive più desiderabili dagli amanti del mare.

L'itinerario, frutto di esperienza diretta avuta in Agosto 2016, prevede un percorso ottimizzato per visitare la splendida Isola del Giglio partendo da Castiglione della pescaia, il tutto mettendo in preventivo due giorni di gita, di cui il primo dedicato al soggiorno a Grosseto e alla visita della città e delle zone limitrofe, come la città archeologica di Roselle e il Parco naturale della Maremma.

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