Estero
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Andiamo a scoprire una delle più belle città d'Italia, andando andando alla ricerca di un itinerario atipico:“La Trieste delle chiese e dei caffè”. Seguire questo percorso significa cogliere alcuni degli aspetti più tipici di questa città, legati indubbiamente allo splendore dell’epoca asburgica ed ancora parte viva e sentita della vita quotidiana. Passeggeremo quindi lungo vie e piazze circondate da splendidi palazzi, ci soffermeremo ad ammirare edifici religiosi di innegabile valore spirituale ed artistico, ci concederemo delle soste per farci avvolgere dai profumi e dall’atmosfera dei caffè storici. Un weekend in città è facilmente realizzabile grazie all'aeroporto di Trieste Ronchi dei Legionari, oltretutto specializzato nei voli low cost provenienti da tutta Italia.

Piazza dell’Unità d’Italia è il punto di partenzadel nostro itinerario. La piazza è la più conosciuta di Trieste, con i suoi edifici eclettici e la sua impareggiabile apertura sull’Adriatico. Estesa su una superficie di circa sedicimila metri quadrati, essa è circondata su tre lati da alcuni dei palazzi di maggior valore storico ed artistico della città: il Palazzo del Governo, attualmente sede della Prefettura, si distingue per l’effetto brillante e cromatico delle decorazioni a mosaico; davanti ad esso il Palazzo dell’ex Lloyd Triestino, ora sede della Giunta regionale, mentre lateralmente riconosciamo, grazie alla scritta ed al gruppo scultoreo che lo sormonta, il Palazzo delle Assicurazioni Generali, conosciuto come Palazzo Stratti dove al pianterreno si apre il Caffè degli Specchi nato nel 1839.
Prima di allontanarci dalla Piazza dell’Unità d’Italia diamo uno sguardo al Palazzo Comunale, caratterizzato dalla torre centrale sulla quale poggiano le statue in bronzo dei Mori che battono le ore, qui confidenzialmente chiamati Michez e Jachez. Possiamo procedere costeggiando un lato di Piazza della Borsa, così definita per la presenza del Palazzo della Borsa Vecchia (1799-1806), edificio riconoscibile per le sue linee neoclassiche e per le massicce colonne bianche della facciata, sotto alle quali passiamo per immetterci in Via Cassa di Risparmio. All’inizio di tale via, sul nostro lato sinistro, vediamo l’ingresso di Palazzo Dreher, sede della Borsa Nuova della città.
La prima strada che s’interseca con Via Cassa di Risparmio è Via San Nicolò, e procedendo lungo questa strada per qualche isolato raggiungiamo l’incrocio con Via Dante Alighieri: svoltando a sinistra arriviamo, nell’arco di qualche minuto, a Piazza S. Antonio, sulla quale si affacciano la chiesa cattolica di S. Antonio Nuovo Taumaturgo, quella serbo-ortodossa di San Spiridione con le sue inconfondibili cupole celesti ed il Caffè Stella Polare. Sempre da qui possiamo ammirare il Canal Grande, cuore del settecentesco Borgo Teresiano, con la sua caratteristica apertura verso il mare. Camminando lungo Via Ponchielli, che costeggia il fianco sinistro della Chiesa di S. Antonio, seguiamo poi Via delle Torri ed attraversiamo Piazza San Giovanni, al centro della quale s’innalza la scultura che ritrae Giuseppe Verdi (1906). In pochi passi siamo arrivati a Via Carducci, una delle strade più importanti e maggiormente trafficate della città, e la attraversiamo per risalire un tratto di Via Battisti. Rimanendo sul lato sinistro raggiungiamo un altro degli isolati maggiormente ricchi di cultura della città: nel raggio di pochi metri possiamo visitare il Caffè San Marco e la vicinissima Sinagoga, una fra le più grandi d’Europa.

 


Per il rientro verso Piazza dell’Unità d’Italia camminiamo su Via Zanetti, in modo da arrivare al Foro Ulpiano in cui veniamo colpiti dall’enorme mole del Palazzo di Giustizia di Trieste (1913 – 1934), edificio che lasciamo alle nostre spalle per scendere attraverso Via Giustiniano e giungere a Piazza Oberdan. Anche questo è un punto nevralgico della città: da qui partono molti dei mezzi di trasporto urbano tra i quali è doveroso citare il centenario Tram di Opicina, con il suo caratteristico vagone blu, pronto a trasportare regolarmente cittadini e turisti da Trieste all’altipiano carsico, in un tragitto suggestivo di breve durata che regala impareggiabili scorci e vedute sull’intera città ed il suo golfo. Ricordiamo ancora la presenza del Museo del Risorgimento, ospitato nel palazzo appositamente progettato da Umberto Nordio (1934), in cui si conservano documenti e cimeli degli anni cruciali compresi tra il 1848 ed il primo conflitto mondiale.
La prossima meta è San Nicolò dei Greci, l’altra chiesa cristiano-ortodossa della città. Per raggiungerla percorriamo Via Galatti, giriamo a sinistra in Via Roma, poi costeggiamo il Canal Grande passeggiando lungo Via Rossini ed arriviamo al mare, a quel tratto di strada chiamato Riva III Novembre. Sulla nostra sinistra, poco oltre Palazzo Carciotti, troviamo sia la chiesa che la sede della comunità greco orientale. La chiesa si riconosce per la semplicità delle linee neoclassiche e per le due piccole torri campanarie che la sovrastano, portata a termine secondo il progetto dell’architetto Matteo Pertsch nel 1818. Gli esterni rigorosi e lineari sono in netto contrasto con la ricchezza di luci, riflessi e colori che troviamo all’interno non appena varchiamo la soglia: l’iconostasi, i rivestimenti in argento, i grandi candelabri, i preziosi dipinti lungo le pareti, i cori lignei…Sicuramente un patrimonio non facilmente visibile in tante altre città della nostra penisola. .
Ci sono solo pochi metri che separano San Nicolò dei Greci dal vicino Caffè Tommaseo, esistente già agli inizi dell’Ottocento e riaperto al pubblico nel 1830. E’ uno dei più antichi caffè di Trieste e porta il nome dello scrittore e patriota dalmata dal 1848.
Siamo prossimi alla conclusione del nostro itinerario, del quale manca un ultimo caffè situato all’interno del grande Palazzo Tergesteo (1838). Per raggiungerlo basta attraversare Piazza Tommaseo ed entrare in Piazza del Teatro, il cui nome è dovuto alla presenza del Teatro Lirico G. Verdi (M. Pertsch 1801) la cui facciata, molto simile al Teatro della Scala di Milano, è rivolta proprio verso la piazzetta in cui ci troviamo. Qui si tengono la Stagione Lirica e di Balletto ed il celebre Festival Internazionale dell’Operetta.
Davanti al Teatro fa bella mostra di sé uno dei lati del Palazzo Tergesteo, una volta sede della dogana e di importanti uffici commerciali caratterizzato dalla galleria che lo attraversa interamente, all’interno della quale riconosciamo l’omonimo Caffè con i suoi tavolini che occupano un’importante parte di questo prezioso spazio al coperto.

 

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