Trekking
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  • piramide-etrusca-di-bomarzoBomarzo è conosciuto principalmente per il Parco dei Mostri, ma se siete stufi dei soliti itinerari turistici e cercate qualcosa di veramente emozionante Bomarzo può offrirvi qualche scoperta spettacolare. Diciamo che avete la possibilita' di scegliere tra quattro itinerari. Il primo al quale non bisogna rinunciare è il percorso che se non vi perdete e se saprete leggere i segnali del bosco vi porterà alla ormai famosa Piramide Etrusca. Dovete lasciare la macchina al campo sportivo e seguire alla vostra sinistra Via Cupa.

    Percorretela per circa un chilometro e in fondo girate a destra e seguite il percorso. Per trovare il percorso dovrete trovare la tomba di un cavallo "Musetto" seppellito in quel posto dopo una caduta al Palio di Bomarzo. Se trovate la Tomba proseguite dritto e arriverete alla Piramide dopo aver fatto visita alla casa del guardiano della Piramide. Questa casa è qualcosa di spettacolare e vale una sosta. Entrate e vedrete che è formata da un blocco unico di Peperino.

    Dopo circa 10 minuti raggiungerete la Piramide detta anche Sasso del Predicatore in quanto sembra che servisse a sacrifici animali ed il predicatore era colui addetto al sacrificio. Io l'ho visitata tante volte e ad essere sincero non sono per niente convinto di queta funzione. Comunque è composta di 26 gradini di varie grandezza ed è alta circa una quindicina di metri. E' totalmente di Peperino. Penso che sia totalmente inutile cercare di capire a cosa servisse, qualcuno afferma che risale al periodo Villanoviano e qualcuno afferma che sia Etrusca. Su internet si trovano tante idiozie riguardo a ciò, quindi quello che consiglio è di farsi una propria idea dopo averla visitata. Ora dopo la visita ritornate al campo sportivo e dalla parte opposta del campo parte una strada sterrata lunga circa cinquecento metri. Alla fine di questa strada troverete un bivio: a sinistra andrete al Camposanto tardomedievale di Santa Cecilia mentre se prendete a destra arriverete dopo una passeggiata meravigliosa e piena di scoperte alle famose cascate di Rio Castello sotto la Torre di Pasolini di Chia. In quete Cascate Pasolini ha girato la scena del Battesimo nel Film "Il vangelo secondo Matteo".

  • 3260247120 50447eebb7 bSe ami il Medioevo e cerchi una meta per le tue prossime vacanze, il borgo di Castell'Arquato in provincia di Piacenza fa al caso tuo. Posta nella val d'Arda, a pochi chilometri dall'abbazia di Chiaravalle, questa città conserva numerose testimonianze artistiche ed architettoniche del periodo che va dal dodicesimo al quattordicesimo secolo, ma anche di altre epoche; oltre all'aspetto culturale, il centro dell'Emilia Romagna offre al turista anche manifestazioni e intrattenimenti che si svolgono soprattutto nel periodo estivo.
    Come molti borghi italiani Castell'Arquato ha mantenuto la struttura tipicamente medievale: il centro del paese è dislocato su una collina e organizzato su due livelli, la parte bassa in cui trova il torrione Farnese, e quella più alta dove sorge la maggior parte dei monumenti, come la collegiata, la Rocca e il palazzo del Podestà.
    L'edificio che prende il nome da una delle famiglie più influenti del tempo è una costruzione a scopo difensivo di cinque piani collegati da una scala a chiocciola; l'architettura è in laterizi e all'esterno presenta un loggiato e archi a tutto sesto su ogni lato: le fonti riferiscono che fu avviata tra il 1527 e il 1535 e conclusa tra il 1545 e il 1575.

  • pexels-photo-46082Il territorio italiano è caratterizzato da una vastità di paesaggi tale da essere particolarmente indicato tanto per gli alpinisti esperti, quanto per gli escursionisti alle prime armi. Anche se quando si parla di escursionismo spesso vengono alla mente percorsi di trekking impegnativi e di livello difficoltoso, questo sport ben si presta ad essere praticato da persone con diverse tipi di preparazione e allenamento. Si tratta solo di conoscere quali sono le località più idonee al proprio livello di preparazione. Chi in particolare si considera ancora un principiante può seguire delle linee guida per organizzare una perfetta gita tra le alture naturali.

     

    Munirsi dell’attrezzatura e dell’abbigliamento sportivo adatto

    Le escursioni in montagna possono essere di diverso tipo. Che si tratti di una camminata a basse altitudini o di percorsi più ripidi, è importante indossare capi d’abbigliamento e calzature che oltre ad essere comodi ed ergonomici, siano creati con materiali in grado di mantenere una buona temperatura del corpo e di essere traspiranti. In commercio esistono diversi negozi e brand specializzati ed è possibile acquistarli anche a buon prezzo. Tra i più famosi e convenienti c’è sicuramente Decathlon, ma anche su Nike è possibile approfittare di sconti e offerte sugli articoli sportivi con l’aiuto dei coupon presenti qui per esempio.

  • Giannutri, cononosciuta anche come l'isola di Artemide per la sua caratteristica forma a mezzaluna (cara alla dea dell'arco e della luna crescente), è la più meridionale dell'Arcipelago Toscano; estesa su un lembo di terra emersa di 2,8 km di lunghezza per poche centinaia di metri di larghezza, presenta un ambiente in buona parte incontaminato grazie ai limiti alla cementificazione imposti dal Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, istituito nel 1996. Il villaggio turistico di Cala Spalmatoio, unico centro abitato dell'isola, è sorto negli anni Sessanta del Novecento e consta di un piccolo borgo con caratteristica piazzetta e alcune decine di villette a schiera; poche altre ville isolate sono state costruite nell'entroterra.

     

    L'Ente Parco impone rigide regole per chi vuole godere delle acque cristalline dell'isola e della sua natura selvaggia: chi approda può percorrere liberamente (anche con animali domestici) un solo sentiero tra i molti che attraversano Giannutri, e precisamente quello che unisce Cala Spalmatoio a Cala Maestra, le uniche spiagge presenti sull'isola; gli altri sono percorribili solo se accompagnati da una guida autorizzata del Parco; sono esenti dalla suddetta limitazione i proprietari delle abitazioni, i loro ospiti e gli affittuari, purchè rispettino la ricca vegetazione e non arrechino disturbo alle innumerevoli specie di uccelli e ai conigli selvatici che hanno trovato dimora sull'isola; alcune zone della costa sono inoltre interdette alla navigazione e alla balneazione per non interferire sull'equilibrio dell'ecosistema marino.

  • foresta-di-berignoneLa Toscana è talmente ricca di bellezze naturali che alcune di esse, forse le più preziose, restano sconosciute ai più. Tra queste è senz’altro annoverabile la ‘magica’ foresta del Berignone: dal 1995 l’intricato complesso boschivo è stato istituito quale Zona protetta dalla Regione Toscana. Ben 2170 ettari di territorio della Val Di Cecina sono occupati da questa foresta immensa. Grande fonte di legname in antichità, la foresta è stata storicamente importante anche per l’estrazione del sale: dalle moie, conche naturali in cui si formavano pozze di acqua salmastra, veniva prelevata la salamoia e fatta poi evaporare mediante l’utilizzo di caldaie alimentate dalla legna proveniente dai boschi del Berignone.
    La formazione dei minerali che costituiscono la struttura del Berignone, ovvero rocce sedimentarie, conglomerati, marne, argille frutto di antichi depositi lacustri, risale al miocene superiore, databile quindi tra i 7 e i 9 milioni di anni fa.
    Numerosi sono i corsi d’acqua che attraversano la foresta: il fiume Cecina, i torrenti Fosci, Sellate, Botro del Rio e moltissimi altri piccoli ruscelli che caratterizzano la foresta costituendo angoli di suggestiva bellezza.
    La natura selvaggia ed intricata del bosco, qui la fa da padrona: moltissime sono le varietà vegetali che popolano la foresta: corbezzoli, filliree, lecci, lentischi, ginepri, mirti, viburni, eriche sono diffusissime, ma si trovano anche querce, cerri e roveri. Salendo in collina, sui crinali più elevati, si possono trovare aceri campestri, carpini neri e ornielli. Accanto alle piante di alto fusto, anche la vegetazione erbacea offre grande varietà: ranuncoli, bucaneve, primule, cisti, ellebori, viole, rose canine e numerosi tipi di orchidee.

  • 4.635

    loanoLoano è un paese di una decina di migliaia di abitanti, affacciato sul mar ligure.

     

    Meta turistica molto conosciuta, offre da sempre la sicurezza della scelta perfetta per le vacanze in tutti i periodi dell'anno.

     

    Ovviamente il periodo di maggiore affluenza è quello estivo, natalizio e pasquale.

     

    Per gli amanti del mare, pulito ed ordinato, Loano detiene ormai da molti anni la famosa “Bandiera Blu” europea assegnata alle località turistiche balneari che rispettano criteri relativi alla gestione sostenibile del territorio, dandone riconoscimento di garanzia e qualità.

     

    Dal 2014 viene riconosciuta a Loano anche la Bandiera Lilla la quale ha l’obiettivo di riconoscere e far conoscere quelle località che favoriscono il turismo da parte di persone con disabilità, prestando una particolare attenzione a questo target turistico.

  • Concedersi una vacanza di primavera in Sardegna significa scoprire l'isola nel massimo del suo splendore e poter praticare quelle attività che in altri periodi dell'anno potrebbero risultare meno appetibili: una di queste è il trekking e la Sardegna offre parecchi itinirari interessanti.

    Considerato il clima piacevole del periodo e l'aspetto da cartolina del paesaggio, si può dire che vi siano tutti gli ingredienti per una esperienza indimenticabile.

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    Il Salento è un mix di mostre culturali, concerti ed eventi di vario genere.

     
    Da qualche anno a questa parte, alcune associazioni locali organizzano dei trekking, vale a dire delle passeggiate a piedi alla scoperta dell’entroterra di antichi borghi.
     
    Per quest’anno, la prima meta è Acaya, l’affascinante località del Salento, sita nel comune di Vernole, in provincia di Lecce.
  • Val di Zoldo - Dolomiti Italia - www.valdizoldo.itCome la mitica Campigno presso Marradi, cantata dal maggior poeta italiano del Novecento, Dino Campana, anche Zoldo non è un paese né una valle che prende il nome dal suo fiume ma è –o, per meglio dire, era – una dimensione dello spirito. Un’entità globale, che comprendeva tutto: i villaggi, il cielo, la gente, le montagne…”: così scriveva Sebastiano Vassalli nel suo bellissimo romanzo “Marco e Mattio”, ambientato nel lontano XIX secolo, quando la vita in una piccola e remota valle alpina era certo assai dura.

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