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Sarebbe fin troppo semplice pensare che l'unica attrazione della Tunisia siano le località costiere e che migliaia di visitatori stranieri siano attirati ogni anno dall'allettante combinazione di cielo sereno e spiagge sabbiose. 
Il paese ha alcuni tra i più begli alberghi del Mediterraneo, bianchi palazzi circondati da spaziosi giardini perfettamenti curati inondati dalla bougainvillea. Ma cè molto di più. Anche il più breve viaggio al di fuori dei maggiori centri turistici rivela una cultura affascinante e totalmente diversa, con l'impatto dolcemente penetrante dell'Islam e delle sue delicate architetture, con i molti tesori archeologici, i vividi paesaggi e l'entusiasmante e diversificata cucina.
Prima di inoltrarci nel nostro viaggio un pò di storia della Tunisia. Habib Bourguiba fu il primo presidente della repubblica ed è il padre ruconosciuto delle moderna Tunisia. Nacque a Monastir nel 1903 e fece i suoi primi studi prima nel collegio di élite di Sadiki a Tunisi e poi a Parigi dove studiò legge. La carriera politica di Bourguiba ebbe inizio solo nel 1932 quando, ritornato in Tunisia, fondò un quotidiano, L'Action Tunisienne. Due anni dopo fondò il partito populista Neo-Destour, impegnato nella causa dell'indipendenza dalla Francia. Sei mesi dopo la sua nascita il partito fu dichiarato illegale e, per la prima di diverse volte nel corso dei due decenni successivi, Bourguiba fu arrestato e imprigionato. 
Immediatamente dopo la Seconda Guerra Mondiale Bourguiba fece visita a diverse capitali del mondo per illustrare la difficile situazione della Tunisia, ottenendo un notevole supporto. Nel 1955 accettò un progetto proposto dalla Francia per creare uno stato autonomo, e il 20 marzo 1956 la nazione ottenne l'indipendenza. L'anno seguente fu istituita la repubblica e Bourguiba ne divenne il primo presidente. Governò per 31 anni, finchè non fu rimosso dalla carica da Zine el-Abidine Ben Alì. Fu a volte criticato per il suo stile autocratico, ma le sue realizzazioni includono l'aver forgiato una forte identità naziolane, l'aver permesso la diffusione dell'educazione e l'aver migliorato  la condizione delle donne nella società tunisina. Il 14 gennaio 2011, a seguito delle proteste popolari contro il carovita, Ben Alì fuggì all'estero. Seguì una fase transitoria fino all'elezione della assemblea costituente (23 ottobre 2011). Oggi il presidente in carica della Tunisia è il leader Moncef Marzouki.   
 
 
LE 10 COSE ESSENZIALI DA FARE IN TUNISIA 
Se avete tempo poco tempo per visitare la Tunisia non potete lasciare il Paese senza avere fatto queste esperienze: 
1) Visitate un tradizionale hammam (bagno turco) e rilassatevi per un'ora o due, così da sperimentare uno dei piaceri non celebrati della Tunisia; 2) A Douz, la città d'accesso al deserto del Sahara, fare un viaggio in cammello verso il tramonto; 3) Ascoltate il muezzin chiamare i fedeli alla preghiera cinque volte al giorno; 4) Contrattate sul prezzo dei souvenir in un affollato souq, meglio se a Tunisi. Fate la prima offerta a circa metà del prezzo che sareste effettivamente disposti a spendere; 5) Mangiate del baklava, un dolce decorato con miele ripieno di nocciole tritate, in una delle tante pàtisseries; 6) Osservate con attenzione una tradizionale porta tunisina. Generalmente dipinte con colori vivaci, sono fatte di legno solido e sono decorate con borchie di metalli scuri; 7) Comprate un manufatto in ceramica, ad esempio, un vaso, un piatto o una ciotola. Blu e bianco sono i colori tradizionali, mentre i pesci sono una decorazione che aggiunge valore al pezzo; 8) Mangiate un brik. Questo piatto a base di uova così poco usuale viene generalmente servito come antipasto a pranzo o a cena; 9) Portate a casa dei datteri freschi; 10) Visitate Matmata, uno dei più celebri villaggi tunisini, soprattutto per via delle sequenze girate del film Guerre Stellari in cui si vedono le sue abitazioni primitive risalenti al IV secolo a.C.
CONSIGLI PRATICI
Se possibile scegliete uno dei primi mesi estivi e andate in uno dei centri maggiori come PORT EL KANTAOUI situato nella Tunisia centrale. Da qui infatti potrete eplorare sia il nord che il sud del paese con escursioni di al massimo due giorni. PORT EL KANTAOUI è un pittoresco porto turistico che attira lussuosi yacht da tutto il mondo dove trascorrere piacevoli serate gustando piatti tipici per esempio al ristorate "Le Mediterranèe" o facendo quattro chiacchiere e un tiro di chica accompagnato da un bottiglia di Celtia, l'unica birra tunisina, nei numerosi bar del porto in un'atmosfera da quartiere residenziale d'élite.
ITINERARI
Vi suggerisco due itinerari che vengono generalmente proposti negli hotel ai turisti. Premetto che le escursioni sono effettuate con pullman nuovi e con guide tunisine molto professionali che parlano perfettamente l'italiano. La prima, più affascinante e avventurosa, riguarda il sud ed il centro della Tunisia ed ha abbastanza attrattive per giustificare una permanenza di una notte fuori dall'hotel (ne vale la pena!!!). L'altra, dalla mattina alla sera, alla ricerca della storia e delle tradizioni nella Tunisia del nord.
TUNISIA CENTRALE E MERIDIONALE
E' mattina presto. Subito dopo la colazione ci dirigiamo in pullaman verso uno dei maggiori lasciti dell'Impero Romano alla Tunisia: l'anfiteatro di EL JEM. Da Port El Kantaoui ci vuole poco più di un'ora per arrivare ad El Jem e il tragitto mi dà l'opportunità di conoscere la morfologia dell'entroterra tunisino. Per un europeo viaggiare in un paese del nord-africa rappresenta sempre un che di misterioso ed affascinante per cui non stacco gli occhi dal paesaggio. Poco prima di arrivare alla meta, noto un particolare alquanto imprevedibile. L'ultimo tratto di strada dritta prima di El Jem è fiancheggiato da una fila di pali alti circa un metro e mezzo alla cui sommità sono appoggiate delle teste scarnificate di ovini. Non riuscendo ad interpretare quell'accoglienza comincia a rimbombarmi in testa quello famoso spot: "Turista fai da te??? Mò te famo a fette!!! Mantengo la calma e provo a darmi l'unica spiegazione possibile: probabilmente, stavamo attraversando un mercato di carni dove evidentemente le condizioni igieniche non sono una priorità. Una visione cruda, spietata che in un certo modo suscita in me la stessa sensazione che forse dovevano provare i gladiatori quando si avvicinavano a questo luogo...   L'anfiteatro di El Jem è poco più piccolo del Colosseo a Roma, ma è meglio conservato e molto più imponente. Con 149 metri di lunghezza e 124 di lunghezza poteva ospitare sino a 30.000 spettatori. Costruito tra il 230 e il 238 d.C. ospitò cruenti combattimenti dei gladiatori, spesso ladri comuni, debitori o prigionieri, obbligati a lottare sino alla morte l'uno contro l'altro o contro belve feroci. Dopo aver scattato numerose fotografie risaliamo in pullman e ci dirigiamo verso Matmata passando per una località di mare dove ammiriamo una esposizione permante di gigantesche opere d'arte sulla spiaggia. Finalmente è arrivato il momento che aspettavo: visitare il villaggio troglodita di MATMATA. Risalenti al IV sec. a.C. molte di queste case sotterranee, fresche d'estate e calde d'inverno,sono oggi disabitate. Alcune delle case possono essere visitate accordandosi con i proprietari. Non posso certo perdere l'opportunità di entrare nella abitazione di Luke Skywalker. Alcune delle abitazioni nella vecchia Matmata sono state convertite in alberghi come l'Hòtel Sidi Driss, il cui bar compare in Guerre Stellari come set della sequenza ambientata nel jazz club alieno. Risaliti in pulman di dirigiamo verso DOUZ. Douz si trova esattamente sul limite del deserto del Sahara. Qui si possono notare i vani sforzi dell'uomo per rallentare la lenta avanzata del deserto attraverso una massiva coltivazione di piantagioni di palma da dattero. Ad attenderci una carovana di cammelli pronti a partire per il Sahara. Mi trovo subito a mio agio alla guida del cammello ricevendo anche i complimenti del capo carovana. Chissà forse lo spirito di Lawrence D'Arabia si è impossessato di me per qualche minuto. Ci inoltriamo nel deserto. L'andatura lenta, la suggestione suscitata dai colori del mare di sabbia, il silenzio attorno sembra abbiano operato in me una irreversibile trasformazione in berbero quand'ecco che un rumore di ferraglia squarcia quell'aura da mille e una notte. Da dietro un duna spunta un ragazzino a bordo di un motorino che ci viene incontro. E' il segnale: siamo arrivati al momento "acquisto souvenir" in mezzo al deserto!!!!! Veniamo assaltati da una "carovana" di persone spuntate penso da sotto la sabbia che ci propinano a pagamento bibite fresche, abiti berberi, qualcuno prova a venderci addirittura una volpe del deserto (un animale graziosissimo con un pelo morbido). Senza neanche accorgemene, perchè tra chi ti tira da un lato e chi dall'altro devi pure stare attendo a portafogli e macchine fotografiche, mi sono ritrovato avvolto da una sciarpa blu come un berbero. A stento sono riucito a riconoscere i miei compagni di viaggio che avevano subito la mia stessa sorte. Non resta che prenderla con un pò di filosofia... Esaurita con un pò di delusione la cammellata nel deserto entriamo nella hall dello splendido hotel in cui passeremo la notte non prima di aver fatto il bagno turco con massaggio e scrub (attenzione lo scrub porta via tutta l'abbronzatura), ammirato il tramonto sul deserto del Sahara e gustato un'ottima cena a base di piatti della tradizione tunisina e sahariani tra cui il pane schiacciato cotto su pietra al momeno.
Il giorno seguente ci dirigiamo verso TOZEUR (si propria quella Tozeur della canzone di Battiato e Alice). Lasciamo Douz con le prime luci dell'alba e attraversiamo il CHOTT EL JERID, un vasto lago salato dal colore cangiante che copre quasi 5.000 kmq (anche questo luogo set di innumerevoli film e clip musicali). Privo di ogni forma di vita d'estate, l'acqua evapora lasciando uno strato di cristalli di sale che luccicano al sole di un bianco brillante disseminato di macchie verdi, arancione e rosa. In inverno le acque si riuniscono da entrambi i lati della strada rialzata che attraversa il Chott El Jerid e la vita ritorna in questo mare d'entroterra: una meraviglia. Dopo una sosta per le foto di rito eccoci arrivati a TOZEUR, collocata nei pressi di un'oasi sulla riva settentrionale del Chott El Jerid. Tozeur è abitata da almeno fin dall'8.000 a.C. e prosperò come stazione commerciale sulla strada delle grandi carovane trans-sahariane. Purtroppo non abbiamo il tempo per visitare Tozeur tranne che per comprare ottimi datteri dato che una autentica carovana di fuori strada ci attende per addentrarci di nuovo in un viaggio affascinate. Le toyota hanno sostituito i cammelli e alla guida un vero e proprio berbero. Iniziamo il tour: destinazione alcuni villaggi di montagna situati vicino al confine algerino. Il primo è CHEBIKA, abbandonato dopo una drammatica inondazione (pare impossibile!!!!!) nel 1969, è oggi in rovina, tuttavia gli abitanti continuano a coltivare i loro giardini. La guida ci accompagna fino in cima alla montagna per vedere la cascata che alimenta l'oasi. L'alto villaggio è TAMERZA anch'esso devastato da un'inondazione e poi abbandonato. Il panorama è mozzafiato... Dopo aver fatto dell'autentico fuori strada, con rischio anche di insabbiamento, e un foto d'addio con il berbero e il suo cammello d'accaio, eccoci giunti in una paesino sperduto dove troviamo ad attenderci il nostro pullman per il progressivo ritorno al punto di partenza. Prossima e ultima tappa KAIROUAN. KAIROUAN è la quarta città più importante del mondo islamico dopo La Mecca, Medina e Gerusalemme. La Grande Moschea è l'attrazione principale; l'attuale edificio fu costruito nell'863 d.C. Ai non musulmani è vietato entrare all'interno della sala di preghira, con le sue 400 colonne di marmo, molte delle quali furono recuperate dalle rovine di Cartagine e di El Jem. Dopo aver ascoltato il muezzin, purtroppo non a viva voce ma diffuso attraverso degli altoparlati, e visitato una delle fabbriche di tappeti appena davanti la moschea il nostro viaggio termina con la cena nel nostro albergo a Port El Kantaoui. 
TUNISIA DEL NORD 
Il tour inizia dalla visita alla capitale dello Stato: TUNISI. Per più di 3000 anni, Tunisi è stata tra le grandi città del Mediterraneo e ancora oggi ha molto da offrire. Oggi la città è l'indiscusso fulcro del paese; vi risiede un decimo della popolazione e rappresenta l'epicentro della vita politica, culturale e sociale tunisina. Tunisi unice la vibrante atmosfera della vitale e suggestiva città vecchia (la MEDINA, zona medievale che fa parte del Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco) con i suoi vicoli stretti e i SOUQ coperti, con la più occidentalizzata Ville Nouvelle, caratterizzata dai grandi viali alberati e dagli eleganti palazzi con colonne e balconi. Poco fuori Tunisi eccoci a CARTAGINE. Cartagine è uno dei siti archeologici tunisini più famosi, sebbene il suo impatto non sia più così forte dal momento che i tesori sopravvissuti sono disseminati su un'ampia area. 
Proseguiamo con la visita al MUSEE DU BARDO. Il Musee du Bardo è ospitato in quello che un tempo era il palazzo dei Bey (governatori delle provincie) husanidi. E' organizzato in sezioni che coprono l'era cartaginese, quella romana, quella cristiana degli inizi e quella islamica. La parte più interessante del museo è indubbiamente la sezione romana, dove interi muri e pavimenti sono ricoperti da mosaici, molti praticamenti intatti, che datano dal II secolo a.C. fino al VII secolo d.C. Oltre ai mosaici, ci sono dozzine di statue, steli e sarcofagi risalenti all'epoca romana e cartaginese, figure in bronzo e marmo recuperate dal naufragio di una nave che si inabissò al largo della costa di Mahdia nel primo secolo a.C. 
Ultima destinazione SIDI BOU SAID descritta come il più grazioso villaggio tunisino è tappa obbligata. Sidi Bou Said può vantare una considerevole dose di charme e di bellezza e resta sempre un luogo piacevole dove passare qualche ora. Situato a nord-est di Tunisi, questo villaggio, collocato in cima ad una collina, è noto per le sue stradine acciottolate e per le sue case bianche con imposte blu e porte decorate. Il fulcro del paese è la centrale place Sidi Bou Said, fincheggiata da bar e negozi di souvenir.
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