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palasciaVi siete mai chiesti quale sia il punto più ad Oriente d’Italia? È una di quelle domande di geografia proposte dai quiz televisivi, oppure nelle parole crociate, ma può tornare utile saperlo anche per cultura personale: si chiama Punta Palascia ma è noto anche come Capo d’Otranto, e come potrete immaginare si trova nel tacco dello stivale italiano, il Salento.

Le convenzioni nautiche lo segnalano anche come punto di separazione tra il Mar Adriatico ed il Mar Ionio, ma il Comune di Otranto ne enfatizza la posizione quale luogo privilegiato che per primo viene toccato dai raggi del sole provenienti da Oriente, in special modo in occasione del Capodanno.

Un luogo molto particolare quindi, non solo per i curiosi ma anche per i turisti in genere che possono anche godere di un paesaggio straordinariamente affascinante, come spesso accade su entrambi i versanti della intera Penisola Salentina: lo sguardo viene infatti catturato dal Faro di Punta Palascia, uno dei 5 fari che la Commissione Europea ha deciso di tutelare per la loro rilevanza storica e geografica (gli altri sono a Genova, Tunisi, Alessandria e Gibilterra) e, più in lontananza, dal susseguirsi delle torri costiere di avvistamento.
Queste strutture sono un retaggio dell’epoca in cui il Salento era punto di approdo privilegiato per le truppe che dall’Impero Ottomano cercavano di invadere la nostra penisola, ed alcune di esse, opportunamente riattate, sono anche state riconvertite in accoglienti bed & breakfast nel Salento, nei quali si vive il doppio piacere di soggiornare nelle immediate vicinanze del mare, ed in una struttura dalla storia pluricentenaria.



Tornando a Punta Palascia, è diventata ormai consuetudine annuale da parte del Comune di Otranto organizzare la rassegna L’Alba dei Popoli, un’iniziativa che valorizza il ruolo di questa terra quale autentico crocevia di culture e di scambi. Lo spunto viene proprio dal sole che nel suo percorso illumina Otranto prima di ogni altra città d’Italia, ed è l’occasione per proporre tra dicembre e gennaio una serie di eventi culturali, musicali ed artistici.

Non si può infatti pensare al Salento senza considerarne le antichissime radici storiche, che sono testimoniate da numerosi Dolmen e Menhir disseminati su tutto il territorio, espressioni artistiche dalle finalità religiose, ma anche dai graffiti rinvenuti nelle grotte di Zinzulusa ed in quelle dei Romanelli, che risalgono ad oltre 12.000 anni fa e che fin dal loro ritrovamento, agli inizi del secolo scorso, hanno attirato crescenti attenzioni di archeologi e paleontologi nei confronti dell’insolito patrimonio salentino.

Se continuiamo a saltabeccare qua e là nella storia, e ci spostiamo di numerosi secoli in avanti (non però nel ritrovamento, anch’esso risalente ai primi del ‘900) scopriamo che nella città principale del Salento, Lecce, e nella sua centralissima Piazza Sant’Oronzo c’è un meraviglioso Anfiteatro Romano, visibile purtroppo solo per poco meno della metà in quanto la restante parte è sormontata dalla secolare architettura che si è stratificata sopra l’Anfiteatro stesso, tra cui la chiesa di Santa Maria della Grazia, in puro stile Barocco.

Dalla sua punta estrema siamo risaliti geograficamente verso il suo nord, raccontandovi qualcosa della storia di cui tutto il Salento è ricchissimo: grazie al suo clima mite durante l’anno, questa regione si rivela un tesoro artistico da visitare in qualsiasi momento dell’anno, e non solo in estate quando le sue coste incantevoli fanno il pienone di turisti!

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