Estero
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Per il primo centenario della Rivoluzione francese, Parigi organizzò la più grande delle Esposizioni Universali mai realizzate prima. Due i punti cardine dellìesposizione organizzata sulle Champ-de-Mars: la galerie des Machines ad un'estremità e la Tour Eiffel in asse con il ponte collegato al Trocadéro.

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La galleria demolita nel 1910, copriva con i suoi archi in acciaio larghi 115 m una distanza di quasi mezzo chilometro: uno spazio così grande non si era mai visto prima! Se la galerie des Machines, in quanto sala d'esposizione, era considerata funzionale, la torre sembrava al contrario priva d'utilità, una sfida tecnologica, un capriccio del suo inventore. Durante la sua costruzione venne orchestrata un'abile campagna diffamatoria, lanciata dapprima dagli abitanti del quartiere, che temettero di veder crollare la torre sulle proprie case, e poi dalla pubblicazione del manifesto degli artisti, detto Trois cents, in cui si parlò di "inutile e mostrusa torre",  di "gigantesca e oscura ciminiera d'officina".

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Nonostante le avversità, Gustave Eiffel costruì la sua torre in soli 25 mesi. non  solo guadagnò il favore del pubblico, ma la torre diventò il simbolo della città. Obbligata a sparire dopo 20 anni come tutto quanto costruito per l'Esposizione Universale si conquistò lentamente il diritto a restare: divenne stazione metereologica, poi stazione radio; una convenzione internazionale nel 1912 stabilì che dalla torre venisse diffusa l'ora universale e nel 1922 ebbero inizio le prime trasmissioni radiofoniche di Radio Tour Eiffeil. Alta 300,65 m e organizzata su tre livelli ( il primo a 57,33 m, il secondo a 115,73 m e il terzo a 276,13 m), la torre è oggi il monumento più visitato al mondo. Concepita per sfidare il vento, registra un'oscillazione di soli 15 cm, mentre è soggetta ad una deformazione che arriva fino a 20 cm e che varia il movimento del sole. Le parti di metallo esposte ai raggi subiscono una dilatazione superiore rispetto a quelle che restano all'ombra. Nonostante la sua mole (7000 t) il carico al suolo è di 4 kg per cm2, equivalente a quello di un uomo seduto su una sedia. 

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Una sapiente illuminazione notturna, la rende ancora più leggera; gli ascensori salgono tra la filigrana della struttura, lo sguardo si apre, l'orizzonte si allontana e arrivati in cima si gode un panorama straordinario.

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Insieme alla TOUR EIFFEL  e alla TOUR MAINE- MONTPARNASSE, il SACRE'-COEUR domina il panorama della città di Parigi.

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La Basilica si confonde e fa corpo con le migliaia di pellegrini che di giorno e di notte affollano le scale e le sue navate. Incredibilmente bianca, realizzata con la pietra calcarea di Chateau-Landon che sembra abbia la proprietà di non trattenere la polvere, rimanda un'immagine surreale; lo slancio delle cupole allungate, strette alla base da un  ammasso di volumi incastrati gli uni agli altri, crea una spinta verso l'alto mai raggiunta dalle cattedrali gotiche. Per costruire il SACRE' - COEUR ci sono voluti ben 40 anni di lavori. Per espiare i peccati di un secolo senza religione, due nobiluomini parigini, Legentil e Rohault de Fleury fecero voto di costruire una chiesa dedicata al culto del Sacrè -Coeur. Venne creata un'associazione per raccogliere i fondi necessari alla costruzione ed i lavori iniziarono nel 1877 su progetto di Paul Abadie. Il programma era preciso: nè cattedrali, nè chiese, nè parrocchie, ma un luogo di pellegrinaggio. Si spiegano così la presenza del sagrato e della scalinata volutamente ampie da permettere l'organizzazione delle processioni e la presenza di numerose cappelle e di una chiesa sotterranea per celebrare più messe nello stesso momento. 

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Durante i 46 anni di lavori, il progetto in stile romanico-bizantino di Abadie si modificò fino a perdere la dimensione plastiche; i riferimenti alla classicità sono ben pochi o comunque completamente snaturati. resta il SACRE' - COEUR , con le sue cupole ' pan di zucchero' , il campanile con la campana Savoyarde (una delle più grandi del mondo), un ibrido inclassificabile, un appuntamento immancabile con la città.

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Già dall'epoca di Cesare i romani iniziarono ad interessarsi dell'isola che oggi è chiamata Gran Bretagna. A quei tempi l'attuale Inghilterra era abitata da molte tribù e l'affermazione fu graduale.

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Ci furono anche delle resistenze ed una abbastanza celebre è quella della regina locale Buddica. Comunque uno sviluppo importante si ebbe sotto l'imperatore Domiziano quando nella Britannia romana era governatore Gneo Giulio Agricola.

Dato che la parte nord (Caledonia, ora Scozia) non fu mai conquistata ad un certo punto si rese necessario costruire delle fortificazioni: il Vallo di Adriano e successivamente poco a nord anche un terrapieno. 

Pertanto oggi i turisti possono ammirare un bel tratto di quanto fu costruito all'epoca dell'imperatore Adriano. Ancora diverse città inglesi sono di origine romana e quindi ogni tanto vi si possono vedere delle evidenze. Fra queste città vanno in particolare ricordate: Londra, Canterbury, Manchester, la città termale di Bath, Dover ed omettendone diverse anche York dove fra l'altro fu acclamato imperatore Costantino il Grande.

Con il progressivo allontanamento del grosso delle forze romane  rimasero sull'isola praticamente le sole popolazioni romanizzate che si difesero come possibile contro i Sassoni ed altre invasioni. E proprio a questo periodo si riferiscono molte vicende della c.d. "leggenda britannica" . Leggenda alle quali appartengono anche personaggi un pò leggendari come Re Artù (quello della tavola rotonda) e Mago Merlino. Per quanto possa sembrare strano sono ricompresi nelle antiche leggendi inglesi alcuni personaggi che in pieno periodo romano tentarono di impadronirsi dell'impero con l'appoggio delle legioni stanziate in zona. Pertanto il film "l'ultima legione" (che immagina una rocambolesca fuga nell'isola dell'ultimo imperatore romano d'occidente Romolo Augustolo) non si allontana poi tantissimo da un plausibile contesto storico

Una vacanza in Spagna all'insegna del relax e del contatto con la natura è quanto si può godere nelle splendide località della Costa Brava.

Come per esempio nello spettacolare scenario delle isole Medes che nel 1995 sono state dichiarate Parco marino divenendone il più grande della Spagna. Qui sono pochi i tratti sabbiosi accessibili ai turisti anche se non vi sono stabilimenti balneari.

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Tra le località di mare invece meritano una visita i villaggi Torroella de Montgrì e l'Estartit, distanti due km l'uno dall'altro dove si può godere di un clima mite per tutto l'anno.

Ma in Costa Brava non c'è solo mare e relax, per chi vuole dedicarsi allo sport non c'è che l'imbarazzo della scelta: dalle immersioni al windsurf e alla vela, fino allo snorkelling e al kayak. Voli per la Spagna sono disponibili da quasi tutti gli aeroporti italiani in particolare per raggiungere la Costa Brava sono consigliabili gli scali di Barcellona e Girona. Info: Ente del turismo spagnolo a Milano, tel. 02.72004617; Officina de turismo de l'Estartit, tel. 972.751910.

 

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